Il distacco dal mondo circostante, protezione e perdita

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Ormai l’abbiamo visto sotto diversi punti di vista, pur non cambiando la sostanza: Virgil e Claire, i protagonisti di questa magistrale opera di Giuseppe Tornatore, sono personaggi borderline che a causa delle difficoltà a cui li ha sottoposti la vita, si nascondono al mondo circostante con caparbio distacco o addirittura tramite l’isolamento volontario.
Ma quanto poi risulta positivo e benefico un atteggiamento del genere?

Spaventati, delusi e repulsivi nei confronti di un mondo che li ha messi a dura prova costringendoli ad un distacco volontario e ben radicato dal genere umano e le sue consuetudini, Virgil e Claire vivono la loro sofferenza in modi diversi.
Mentre il primo si priva del contatto umano e del calore che potrebbe derivarne, pur rimanendo in un ambiente sociale come quello del lavoro, Claire si isola a tutti gli effetti celandosi anche solo alla vista di qualsiasi altra persona della quale lei non riesca a fidarsi o si trovi obbligata a farlo.

La giovane e splendida ragazza, nel fiore dei suoi anni, finisce amaca da giardinocosì per perdersi anche le piccole gioie di una vita che si, è crudele, ma anche bellissima. Niente contatti con gli amici, nessun impegno quotidiano come anche quello più banale e semplice di fare la spesa, nessun momento di relax all’aria aperta con l’inebriante sensazione che si prova a dondolare su un’amaca da giardino ma solo trascuratezza e terrore.
In questo modo, la perdita di esperienze gioiose e vitali radicalizza ancora di più un isolamento negativo dalle vicissitudini quotidiane.

Potremmo considerare il loro atteggiamento come una sorta d’istinto di sopravvivenza e auto protezione che però, pur permettendogli di andare avanti con la loro vita, li priva di quasi qualsiasi gioia e piacere della normalità e delle piccole cose.
Mentre vediamo Virgil cenare al suo ristorante preferito, immerso in una sala gremita di commensali ma allo stesso tempo lontano anni luce da loro, Claire addirittura non esce dalle sue stanze, diventate un porto sicuro in un mondo crudele e doloroso.

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